domenica 27 dicembre 2009

LAMPEDUSA "Spiaggia dei conigli"

Non poteva mancare uno splendido esemplare di tartaruga caretta caretta in uno scenario magnifico di Lampedusa.-

mercoledì 27 maggio 2009

Isola di Ustica (PA) Sicily












































Ustica è un'isola forgiata da un vulcano sottomarino emerso circa 150.000 anni fa. Essa è sita nel cuore del Mar Mediterraneo meridionale a 36 miglia marine (66,692 km) NNW da Palermo. La sua forma raffigura un'enorme tartaruga. La costa frastagliata e la colorazione scura delle rocce gli conferiscono il pseudonimo di: "LA PERLA NERA DEL MEDITERRANEO". Negl'anni gliene sono stati attribuiti altri, quali, IL PARADISO DEI SUB ecc.

mercoledì 8 aprile 2009

Ricette











TRIGLIE IN QUAZZETTO:



Ingredienti per 4 persone:





4 triglie (1 kg circa), 500 gr di patate, 100 gr di salsa di pomodoro, 1 ciuffo di prezzemolo, 250 ml di vino bianco secco, 1 spicchio d'aglio, olio d'oliva, sale, peperoncino;





PREPARAZIONE:





Eviscerate le triglie, diliscatele e lavatele accuratamente. Pelate le patate, lavatele e tagliatele a pezzi, lavate il prezzemolo, asciugatelo e tritatelo. In una padella, fate rosolare le patate e l'aglio a pezzetti per qualche minuto; salate, spegnete e mettete da parte. In una terrina, preparate un guazzetto con la salsa di pomodoro, metà del vino, 100 ml di olio d'oliva, sale e peperoncino quanto basta, giratelo con una frusta e fatelo riposare. Sistemate le triglie in una pirofila, irroratele con il guazzetto e passate in forno caldo a 180° per 10 minuti; tirate fuori dal forno la pirofilae, negli spazi vuoti, sistemate le patate rosolate. Rimettete in forno per altri 10 minuti e poi spegnete.


Servite le triglie in 4 piatti riscaldati, insieme alle patate e il prezzemolo tritato distribuito sopra. Buon appetito

P.S. Ne seguiranno altre....








lunedì 6 aprile 2009

Alba




San Nicola L'arena (PA) Sicily (Italy). Ore 06:30 del 06.04.2009, vista del porto turistico con su lo sfondo del Castello ducale.-

domenica 1 marzo 2009

Via dedicata ad Ustica



Giardini Naxos (ME):una via dedicata alla mia amata Isola, non ho creduto ai miei occhi. Scoperta per caso e fotografata all'istante mentre mi trovavo in giro da quelle parti.

giovedì 4 dicembre 2008

Isola di Stromboli (ME) Sicily Italy


Stromboli non è soltanto una delle numerose bellissime isole vulcaniche del Mediterraneo, è anche l'unica dove l'attività vulcanica si svolge incessantemente sotto i nostri occhi e dove nel contempo le vestigia di un passato tumultuoso si offrono senza veli al visitatore. Dai tempi più remoti della sua emersione dalle acque del Tirreno fino al momento attuale, l'isola ci mostra con grande dovizia e suggestione la sua storia di violente esplosioni e di tranquille ma inarrestabili colate laviche, di rovinosi crolli e di vigorose e rapide ricostruzioni, in un avvicendamento di eventi che è un libro aperto di vulcanologia. Questa piccola guida si propone di sfogliare questo libro insieme a tutti coloro che sentono il fascino della natura in movimento.
Evoluzione di Stromboli
Il vulcano Stromboli, coi suoi fianchi simmetrici e con la sua accentuata forma conica, eleva le sue cime gemelle a 927 m sopra il livello del mare. Quella che noi vediamo è peraltro solo la parte emersa di un imponente vulcano di 3.000 metri di altezza il cui volume complessivo è 25 volte più grande di quello della parte emersa. Come si è formata l'isola di Stromboli? Malgrado la sua forma apparentemente semplice l'isola nasconde la sovrapposizione di più vulcani che possono essere tuttora riconosciuti osservando i resti delle loro forme e dei loro svariatissimi prodotti, sia lavici sia esplosivi.
- 200.000 anni fa vi era un antichissimo vulcano emergente a Nord-Est dell'isola attuale; la sua sommità fu quasi completamente erosa e ne resta solo il "camino" centrale rappresentato dal faraglione di Strombolicchio;
- 100.000 anni fa, in corrispondenza dell'attuale Stromboli, cominciò ad emergere un nuovo vulcano che gli studiosi chiamano Paleostromboli I°, che raggiunse un'altezza di circa 400 m; gran parte di questo vulcano sprofondò in seguito, con grandi esplosioni, lasciando al suo posto una "caldera" di forma ellittica.
Questa grande depressione venne presto riempita dalla crescita di un nuovo vulcano che raggiunse l'altezza di circa 700 m, cui si dà il nome di Paleostromboli II°. La vita di questo vulcano si concluse circa 35.000 anni fa con lo sprofondamento di una nuova caldera di forma pressoché circolare.
- circa 34.000 anni fa un nuovo vulcano, detto Vancori, nacque all'interno della caldera precedentemente formatasi, raggiungendo un'altezza di circa 350 m. Successivamente il vulcano Vancori subì un gigantesco franamento dell'intera partte sommitale e del fianco occidentale. A testimoniare questo collasso rimane un grande anfiteatro che tuttora circonda quasi tutta l'attuale sommità dello Stromboli, ivi compreso il cratere attivo.
All'interno della depressione semicircolare lasciata dal vulcano Vancori nacque, circa 13.000 anni fa, un vulcano detto Neostromboli che mano a mano riempì parte della depressione con grandi flussi di lava che ricoprirono tutto il fianco nord-occidentale dell'isola, arrivando fino al mare. Durante l'attività del Neostromboli si aprirono diverse bocche eccentriche, cioé lontane dal cratere centrale, tra cui ricordiamo quelle del Timpone del Fuoco presso Ginostra, del Semaforo Labronzo nonché quelle situate a monte del Semaforo S. Vincenzo le cui colate dilagarono fino al mare, ricoprendo gran parte del territorio attualmente occupato dall'abitato di Stromboli.
Anche il vulcano Neostromboli venne squarciato da una grande frana che ricalcò più o meno quella precedente del vulcano Vancori. Nell'anfiteatro della frana del Neostromboli, circa 5.000 anni fa, si formò il cono sommitale attuale di Stromboli, che vide la luce con una violenta e prolungata attività esplosiva, i cui resti sono tuttora visibili nel Pizzo Sopra la Fossa. Dopo di che anche questo nuovo vulcano franò formando la Sciara del Fuoco, una sorta di ampio canalone che si prolunga al di sotto del livello del mare fino ad una profondità di circa 2.000 m.
- Con lo sprofondamento della Sciara prese avvio quell'attività continua, moderatamente esplosiva e con saltuarie emissioni laviche, chiamata appunto "attività stromboliana", denominazione applicata in tutto il mondo a manifestazioni vulcaniche simili ad essa, sia presenti sia passate. Gran parte dei prodotti esplosivi e delle lave dell'attività attuale di Stromboli vengono canalizzate verso il mare all'interno della Sciara del Fuoco.

Scilla (RC) Italy


La Storia
• età omerica, la leggenda vuole che siano stati gli esuli troiani a costituire il primo nucleo abitato sotto la rupe, dove grazie ai numerosi scogli era più facile la pratica della pesca.
• 456 d.C., il villaggio è distrutto dai Vandali.
• VIII-IX sec., il dominio bizantino garantisce alla terra di Scilla una certa prosperità; la rocca è abitata da monaci italo-greci, chiamati Padri Basiliani.
• IX-XI sec., le coste calabre sono sconvolte dalle feroci scorrerie saracene.
• 1060, i Normanni dopo un lungo assedio al castello occupano il borgo e scacciano per sempre i Bizantini.
• XI-XIV sec., Scilla conosce sotto gli Svevi un periodo di prosperità grazie ai commerci con l'Oriente e con i principali porti dell'Adriatico. Poi passa sotto il dominio degli Aragonesi e quindi degli Angioini.
• 1523, Paolo Ruffo, conte di Sinopoli e capitano d'armi in Reggio Calabria, acquista il feudo di Scilla e impedisce al feroce pirata Barbarossa di sbarcare su questi lidi. La famiglia Ruffo, di origini antichissime, ha segnato la storia di Scilla, come quella dell'intera Calabria, portando i suoi membri a ricoprire cariche di vicari, viceré, marescialli, prelati, cardinali.
• 1720, il castello di Scilla viene fortificato dagli Austriaci per difenderlo dagli Spagnoli che però nel 1734 ritornano in possesso delle Due Sicilie. Nel 1783 un terribile terremoto-maremoto devasta il borgo.
• 1827, tramontato l'astro napoleonico, i Borbone, tornati padroni del Regno, istituiscono anche a Scilla una guardia urbana.

domenica 30 novembre 2008

San Nicola L'Arena (PA) Sicily

Vista sul porticciolo turistico e Castello di San Nicola l'Arena

Ancora oggi sono visitabili le tre torri, una torre di guardia di notevoli dimensioni e due più piccole situate sul lato maggiore. Nato come piccolo borgo peschereccio; il paesino; si sviluppa intorno alla torre maggiore del castello di San Nicola di proprietà dei principi Vanni Calvello di san Vincenzo, essa infatti fu eretta per allertare gli abitanti del luogo dalle incursioni dei Turchi.
Punto di riferimento per il turismo nautico è la sua "Tonnara di corsa", probabilmente la tonnara siciliana con la più antica concessione regia, risalente al 1367, rimasta in attività fino al 1935, tutto il sistema giace su un basamento naturale che venne successivamente fortificato. Negli ultimi anni l’amministrazione ha cercato di potenziare con alcuni servizi la naturale vocazione turistica del borgo marinaro che con il suo attrezzato porticciolo turistico è meta di molti diportisti a vela e a motore che navigano nel Mediterraneo. Un porto che non ha nulla da invidiare,per strutture e servizi, ad altri situati in Italia.
Il porticciolo di S. Nicola L'Arena è protetto da due lunghi moli orientati mediamente per nord-est: nella parte interna del molo di sopraflutto si dipartono due moletti in direzione sud-est. Su entrambi i moli foranei sono disposti numerosi pontili galleggianti in concessione a privati.
Oggi San Nicola L’Arena è dotata di una marina protetta ed attrezzata per ogni esigenza della nautica.

domenica 23 novembre 2008

Tramonto sul mare


Grazie per aver visitato il mio blog. Essendo, io, appassionato di fotografia paesagistica, vi mostrerò alcune foto scattate in giro per l'italia. Visto che sono alle prime armi commenterò ed accetterò consigli utili al fine di rendere questo blog il più interessante possibile. Chi condivide con me la passione della foto....si faccia avanti. Nei giorni a venire cercherò di migliorare questo blog, per adesso accontentatevi.